Miart 2015

Nel corso della storia europea ciclicamente una città assume il ruolo di leadership culturale, lo hanno fatto Barcellona prima e Berlino poi, oggi Milano possiede le potenzialità per fare altrettanto“, così si è espresso il ministro Franceschini durante l’inaugurazione della mostra Arts&Food alla Triennale di Milano e queste sono le parole che ha voluto ricordare l’assessore alla cultura, Filippo Del Corno, giovedì alla conferenza stampa di inaugurazione del Miart 2015, in scena fino a Domenica 12 al Fieramilanocity.

Del Corno ha voluto sottolineare particolarmente come Milano potrà e dovrà essere un polo culturale d’eccellenza sia durante i mesi dell’EXPO che a seguire, per fare questo la città si è attivata in molteplici iniziative culturali di rilievo che permetteranno ai visitatori, provenienti da tutto il mondo, di potersi perdere tra i musei e i luoghi più attrattivi della città. Solo questo weekend si potrà godere anche di David Bailey al PAC o della mostra di Celant in Triennale. Si prevede anche La Grande Madre di Gioni ad agosto per la Fondazione Trussardi ed è già largamente apprezzata la prima mostra del progetto Inside Out al Palazzo della Ragione.

L’assessore ha aggiunto anche che miart dimostra il valore pubblico delle iniziative private, stimolando il dibattito non solo tra esperti ma anche tra gli amatori, offrendo anche una buona idea sul mercato dell’arte e il valore economico di un investimento in questo campo.
Sagge le parole di Vincenzo de Bellis, al suo terzo anno  di direzione artistica della fiera, che ha spiegato come manifestazioni di questo genere siano diventate le nuove istituzioni dell’arte, anche nel loro carattere temporaneo, concordando con Del Corno circa l’importanza della sinergia tra evento e città ospitante e confermando anche per quest’anno la scelta di porre la fiera a ridosso della settimana del design milanese.

Il direttore artistico ha inoltre posto enfasi sulla qualità, nocciolo fondamentale della fiera e richiesta specifica che lui e il suo staff hanno fatto agli espositori, così da rendere il tutto fruibile non solo agli esperti ma anche ai visitatori occasionali.

Le gallerie sono 154, provenienti da tutto il mondo e che rappresentano il meglio dell’arte moderna, contemporanea e del design a edizione limitata. Il fatto che molte di queste siano “English speaking” (25 americane e 23 britanniche) testimonia come miart sia diventato un punto di ritrovo e una vetrina fondamentale nel mondo, un segnale che dovrebbe far suonare un campanello alle nostre addormentatissime istituzioni politiche, ormai sempre più sorde alla tematica dell’arte e dei beni culturali.
Le sezioni sono quattro: Established, che raccoglie ben 105 espositori divisi in sottosezioni, dai grandi Maestri alle gallerie che entrano nella fiera milanese per la prima volta ma che sono già largamente riconosciute a livello internazionale. Seguono Emergent, sezione dedicata alle avanguardie e ai giovani artisti, THENnow, che presenta interessanti ritratti di artisti storici confrontati con le nuove generazioni; e infine Object, dedicata al design contemporaneo che si fa pezzo unico, opera d’arte.

Fondamentali sono i miartalks, ovvero un ciclo di conferenze, conversazioni, interviste che coinvolgono 44 personalità internazionali come Hans Ulrich Obrist, Co-Direttore della Serpentine Gallery, Jane Pavitt, Direttrice della School of Humanities al Royal College of Art, Philippe-Alain Michaud, Curatore del Musée National d’Art Moderne Centre Georges-Pompidou, o ancora Anna Mattirolo, Direttrice del MAXXI e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente dell’omonima Fondazione.

Infine non si può dimenticare, come già detto in principio, l’importanza del connubio tra fiera e il programma di eventi collaterali (un po’ come per il Salone del mobile e il Fuorisalone) che, in questo caso, prende il nome di Spring Awakening, una serie di aperture speciali presso istituzioni pubbliche, fondazioni, gallerie private. Tra queste l’inaugurazione di Arts&Food alla TriennaleCucina & ultracorpi alla Triennale Design Museum, entrambe a cura di Germano Celant; la retrospettiva di Juan Muñoz all’Hangar Bicocca o ancora Medardo Rosso al GAM.

Venti edizioni di miart meravigliosamente festeggiati, con uno standard altissimo e prestigioso e opere d’arte davvero sublimi a disposizione di grandi collezionisti e nuovi appassionati.
E se Pilar Corrias ha detto:”Qui trovo il meglio del collezionismo, la Miart di De Bellis vale Hong Kong” noi ci fidiamo, no?

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