Affordable Art Fair: l’arte è democratica

Volete diventare collezionisti ma non avete un capitale da capogiro tale da potervi permettere un’asta da Sotheby’s? Nessun problema, c’è l’Affordable Art Fair, il format fieristico nato nel 1999 a Londra, dedicato all’arte contemporanea sotto i 6000€.

Una vera rivoluzione parlare di prezzi e di arte in maniera così diretta, “specialmente in Italia, Paese ancora tradizionalista e affezionato all’arte che si guarda ma non si tocca“, come spiega il team italiano sul libretto di guida alla fiera. Parlo di team Italiano perché sì, ormai AFF è un marchio che conta ben tredici fiere in tutto il mondo, da New York a Seul, passando non solo dall’Italia (dal 2011) e da Londra, ma anche da Bruxelles, Stoccolma e Amsterdam, solo per citarne alcune.

AFF si propone come opportunità non solo di acquisto e di incontro tradizionale fra collezionisti e gallerie all’avanguardia, ma anche e soprattutto come vetrina di talenti e occasione per valutare quali siano i trend del mercato, dacché molti artisti qui esposti sono ora i sorvegliati speciali di appassionati esperti e gallerie prestigiose.

La sede milanese non poteva che essere quella di Superstudio Più, luogo di prestigio per eventi mondani milanesi dal nome altisonante, omaggio dei fondatori Flavio Lucchini e Gisella Borioli al gruppo d’avanguardia di architetti fiorentini di Superstudio, che negli anni 70 hanno rivoluzionato l’architettura, investendo anche il design, la moda e altri ambiti.

harakusaemiLa visita è piacevole e, arrivando anche all’ora giusta, non troppo affollata: la dimensione contenuta rispetto alle altre grandi fiere del settore permette di apprezzare tutti i stand con attenzione, segnandosi i nomi degli artisti più promettenti e le gallerie che li rappresentano. Molti di questi sono presenti e condividono volentieri degli aneddoti sul loro lavoro: come Harokusa Emi, giapponese, la cui opera Plants flight mi incuriosisce e che si avvicina per presentarsi, raccontandomi che è qui in Italia a studiare, mentre io studio più attentamente il gioco di colori composto di olio e pastelli su tela.

Presente in fiera anche l’elegante Tomoko Nagao, per Deodato Arte, che sfila davanti alle sue scoppiettanti opere. È il gallerista Deodato venus_web2_1_Salafia a raccontare il successo dell’artista:“La star indiscussa dell’anno scorso è stata Tomoko Nagao, per motivi prettamente tecnici e di mercato, i prezzi sono saliti del 35%, chi ha comprato l’artista ad AAF 2016 ha fatto un affare”. Le sue opere rileggono i grandi Maestri della pittura secondo un’estetica pop, kawaii, giapponese, spaziando per tecnica e soggetti; a rapire il mio cuore è stata la splendida Urbino Venus with Kitty and Chanelafter Manet, che citando Tiziano, strizza anche l’occhio al capolavoro indiscusso Olympia di Manet.

Schermata 2017-02-13 alle 00.15.32.pngRimanendo in tema di citazioni (e dissacrazioni) artistiche, colpisce la parete di Morotti Arte Contemporanea dedicata a Sergio Vanni, con le sue parodie della storia dell’arte, a cui si dedica dalla fine degli anni Novanta, con una sorta di manipolazione dell’originale, accompagnata da un mot d’esprit che ironizza e dissacra l’immagine di partenza, un gioco tra parola e immagine”. Piccoli quadretti che strappano un sorriso a chiunque conosca l’artista chiamato in causa, ma che incuriosiscono anche i non esperti del settore, come Non ho parole, dedicato alle celebri cancellature di Isgrò.

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Plauso particolare a una galleria non solo celebre, ma soprattutto di squisita eleganza: Rebecca Hossack Gallery porta in fiera una serie di artisti uno più interessante dell’altro. A partire dai paesaggi/skylines di Laura Jordan, seguita dalle grandi tele astratte di Morten Lassen, per poi rimanere affascinati dalle nature morte (eppure vibranti!) del neozelandese Rob Tucker, composte di olio e grafite su tavola. Interessante il lavoro del duo al femminile composto da Mersuka Dopazo Teresa Caldéron, i cui grandi quadri sono composizioni variopinte, naïf, che tracciano sagome umane con tessuti e materiali raccolti durante i viaggi in giro per il mondo, da Kathmandu all’Italia.

Moltissimi artisti ancora poco conosciuti, gallerie da tutto il mondo (particolarmente interessanti quelle asiatiche), un blocchetto pieno di nomi da ricordare, cartoline e biglietti da visita a non dire, AFF è anche questo. In attesa dell’edizione 2018, vi invito a seguire il sito ufficiale, sempre attivo con articoli e guide appositamente pensate per chi sceglie di abbellire non solo la sua casa, ma anche la sua vita, con l’arte.

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