Be inspired

Nel mondo dell’arte contemporanea ci sono alcune figure che sono profonda fonte di ispirazione, lo sono per chi è venuto dopo di loro, lo sono state (e qualcuno lo è ancora) per i loro contemporanei.

La particolarità di queste persone è quella di aver saputo cogliere lo spirito del tempo, rendendo l’arte contemporanea accessibile non solo a coloro che ne sono appassionati ed esperti, spingendo a interrogarci su un periodo artistico ancora controverso e in continuo mutamento, che stimola noi tutti a cercarne il senso.

Ecco chi sono le mie “inspirational people”, quelle che a cui guardo, che stimo, che ammiro. Spero che possano ispirare anche voi.

Alighiero Boetti

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Uno, molti. Ha messo al mondo il suo mondo, ha prodotto bellezza, ha prodotto vita.
Alighiero Boetti è stato il protagonista della mia tesi di laurea, sotto suggerimento del mio relatore, che penso mi abbia fatto così un bellissimo regalo.

Boetti ha saputo incontrare diverse culture rispettandole, aprendo se stesso e il mondo dell’arte a ciò che non era “quotidiano”; ha saputo giocare con le persone e coinvolgerle, riconoscendo nel “fattore umano” la più grande ricchezza possibile.
Una vita capace di appassionare come un romanzo, fatta di attimi intensi, colpi di testa, idee e collaborazione. E amore…tantissimo amore.

Il suo strabiliante carisma gli ha permesso di stringere legami profondi con le personalità più diverse, da personaggi del panorama artistico a umili lavoratori afghani, che insieme a lui hanno dato vita alla più maestosa serie di opere di tutta la sua vita, le Mappe.

Prolifico, creativo, curioso, instancabile. Studiare la sua vita è come leggere un romanzo, non a caso Pino Corrias ha scritto “La vita avventurosa di Alighiero Boetti”, libro che vi consiglio se volete appassionarvi anche voi.

Ai Weiwei

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Ero alla Shakespeare and Co. di Parigi, sfogliavo alcuni libri d’arte, quando mi cadde l’occhio su un piccolo libricino intitolato Weiweism. Non è un mistero, Ai Weiwei è tra i più grandi artisti contemporanei viventi, ogni cosa che tocca diventa oro e adesso, finalmente libero di poter girare il mondo, si prospettano grandi cose.

Weiweism è un termine adatto, quasi come una religione. Entri in contatto con il mondo di Ai e non puoi che dire:”Ascolterò ogni tua parola”.

Un artista che non ha avuto mai paura di esprimersi, pagandone le conseguenze ma senza mai subirle, continuando a testa alta a gridare al mondo che le cose così non vanno, infatti nel suo libro, fatto di aforismi in stile con la tradizione cinese dei proverbi, dice:“Il mondo non cambia se non ci si carica in spalla il fardello della responsabilità”.

Il suo è un lavoro quotidiano, che passa da installazioni colossali, che raccontano del suo Paese e delle sue tradizioni, a quelle che rendono omaggio a chi, come lui, è stato vittima del sistema e della censura. Attivissimo su internet e i social, ci ricorda che “Tutto è arte, tutto è politica”.

Per saperne di più, vi invito a visionare in particolare il catalogo della mostra @Large, tenutasi tra il settembre 2014 e l’aprile 2015 presso la prigione di Alcatraz (San Francisco).

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

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Nel 2014 la rivista Artnet, tra le massime autorità del panorama culturale contemporaneo, la inserisce tra le 100 donne più influenti dell’arte contemporanea…come dar loro torto?Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è insignita del “Montblanc Arts Patronage” Award (2003), del Premio “AIDDA” (2003), del Premio “Marisa Bellisario” (2005), del Riconoscimento di Ufficiale della Repubblica (2005), del riconoscimento di “Cultore dell’Architettura” conferito dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Torino (2007), del titolo di “Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres” conferito dalla Repubblica Francese (2009), del Premio “GammaDonna/10 e Lode” (2011) e del riconoscimento “Arte: Sostantivo Femminile” (2012).

E se ancora non vi ho convinto, vi ricordo che è grazie a lei che è nata una fra le Fondazioni più importanti per la diffusione della cultura artistica contemporanea in Italia, capace al contempo di comunicare efficacemente anche con l’estero.
Da collezionista a Presidente di un organo organizzato, attivo dal 1995 ma presente fisicamente prima a Guarene d’Alba (CN), presso Palazzo Re Rebaudengo, e poi Torino dal 2002, con un grande spazio espositivo che dà la possibilità di sperimentare, dialogare, conoscere l’arte contemporanea e i suoi protagonisti: 3500 metri quadri no-profit dedicati all’arte.
Per conoscerla meglio leggete la breve intervista rilasciata a La Stampa per i 20 anni della Fondazione e non perdetevi il sito ufficiale, per conoscere tutte le attività e le mostre in arrivo.

Alberto Giacometti

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Sono una sentimentale, è innegabile: mi ricordo ancora il calore che provai la prima volta che vidi questa foto. Ero alla mostra dedicata al sublime Alberto Giacometti alla GAM di Milano, in compagnia di un amico che si ostinava a non voler capire il mio amore per l’arte contemporanea e che, quindi, avevo portato con me quel giorno per mostrargli ciò che per me era il Bello.

Qualcuno mi dirà che le opere di Giacometti generano più inquietudine che estasi estetica, eppure io mi sento di dissentire con forza: come si fa non provare il confortevole abbraccio della passione guardando questa foto? Giacometti e la sua creatura, mentre la culla, la tiene stretta a sé in una foto di famiglia.

Ogni volta che mi trovo davanti a una sua esile figura bronzea rimango senza fiato: chi altro può dirsi capace di aver saputo cogliere così sapientemente l’essenza umana? Un’essenza sfaccettata, pericolante, fragile eppure abbastanza forte da stare in piedi saldamente, sul piedistallo della propria consapevolezza.

Se vogliamo coinvolgere l’inquietudine, parliamo piuttosto di timore consapevole, di un’ancestrale paura di essere di cui tutti noi soffriamo nella ricerca della nostra definizione, rassicurata dalla spinta all’affermazione che ci rende presenti e stabili nelle nostre fragilità.

Per approfondire su questo straordinario artista, date un’occhiata al sito della Fondation Alberto et Annette Giacometti.

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Questo blog è il mio piccolo esperimento, il mio modo di mettermi alla prova su qualcosa che amo. Questa pagina, con lui, è destinata a crescere: non vorrò mai smettere di innamorarmi e di rinnovarmi attraverso l’incontro e il dialogo critico con le più variegate personalità del mondo dell’arte.

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